Alla scoperta dell’arcipelago, parte seconda

Dopo la nostra visita al museo, la nostra giornata è proseguita nella totale immersione nella natura di questa Isola fantastica.

Cala Napoletana a Caprera
Cala Napoletana, i suoi colori e il paesaggio parlano da soli.

Naturalmente armati di scarpe da trekking, facciamo questo lungo cammino, guidati da Massimo e dai cartelli, tra boschi, macchia mediterranea (mirto, lentischio, corbezzolo), le rocce e tutta la natura circostante per raggiungere Cala Caprarese e Cala Napoletana. Ed è proprio quest’ultima che è quanto di più affascinante possa esistere: quando si dice che la Sardegna ha il mare più bello del mondo è vero; perché Cala Napoletana già da lontano mostra i suoi fantastici colori, e l’impatto tra le rocce e il verde della natura danno l’impressione di immergersi dentro a un quadro.

I cartelli indicatori.
I fantastici cartelli indicatori.

I colori delle sue acque vi sfideranno, nonostante le basse temperature (era Ottobre) a farvi il bagno. Ricordo infatti che, ero circondata di stranieri che facevano il bagno e noi eravamo gli unici italiani “polli” ad avere paura dell’acqua fredda.

Lungo la camminata si possono notare diversi ruderi abbandonati che un tempo erano stati edifici militari, segno tangibile di un pezzo di storia de La Maddalena. Uno dei posti più importanti, che però non è stato possibile visitare è Batteria Candeo, insediamento militare che è perfettamente mimetizzato nella natura ed appartiene al terzo periodo di militarizzazione dell’Arcipelago (1° e 2° guerra mondiale).

Nel pomeriggio ci siamo diretti prima alla spiaggia del Relitto e poi alla spiaggia del Polpo. La prima conosciuta anche come Cala Andreani, è nota per la presenza di resti di una nave che in viaggio da Savona verso Cagliari, trasportava carbone e prese improvvisamente fuoco e gli abitanti di allora dell’arcipelago tentarono di portare in salvo per lo meno i passegeri.

La spiaggia del relitto.
Cala Andreani, meglio nota come la spiaggia del relitto.

Infine la spiaggia del Polpo, che prende questo nome proprio per le rocce presenti a forma di polpo.

Vi ho dato abbastanza motivi per organizzare un weekend sull’Isola?


Antonella

Classe 1986, sarda e Laziale, mi ritrovo in un periodo della mia vita in cui ho voglia di conoscere, di viaggiare e soprattutto di vivere. Qui voglio raccontarti le mie esperienze, i miei incontri e le piccole soddisfazioni che il viaggiare mi regala. Dopo anni trascorsi a viaggiare in coppia, inizio a viaggiare in solitaria (o quasi!) e a vivere sensazioni che voglio mettere nero su bianco e regalare a te tramite le mie foto e i miei video. ù Ti auguro una buona permanenza qui e non avere più paura: inizia a viaggiare!

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