Alla scoperta dell’Arcipelago: il Museo Geomineralogico

Al museo geomineralogico

Ingresso esterno del Museo Mineralogico.
Zona esterna al museo.

 

Il secondo giorno all’arcipelago de La Maddalena parte con la visita al Museo Geomineralogico-naturalistico,  che per molti può sembrare una semplice raccolta di varie tipologie di sabbia, ma in realtà è l’esatta rappresentazione dei nostri mari e degli ambienti nostri circostanti che molto spesso diamo per scontati.

All’ingresso sulla porta si trova affisso il cartello che illustra numericamente gli anni necessari per lo smaltimento dei rifiuti come le classiche cicche di sigarette, i sacchetti di plastica, assorbenti e quant’altro spesso ci si dimentica, così sbadatamente, in spiaggia.

Cartello esposto al Museo Geomineralogico
Sulla porta d’ingresso un cartello con i tempi di smaltimento dei rifiuti.

La prima teca che mi ritrovo davanti contiene i vari di sabbia delle varie spiagge dell’arcipelago: l’occhio naturalmente cade sulle 2 caselle dedicate alla Spiaggia Rosa.

E’ stato interessante conoscere il motivo per cui viene chiamata Spiaggia Rosa; ignoravo il motivo della colorazione della spiaggia (non vale googlarlo. andate al museo e lo scoprirete!).

Sempre in merito alla Spiaggia Rosa, nella seconda sala espositiva c’è l’interessante restituzione da parte di una signora che dopo aver preso una confezione da 12 di una nota marca di cioccolatini riempiendola di sabbia rosa; ha deciso di restituirla al Museo nella speranza che potesse servire a ripristinare la grossa mancanza di sabbia nella spiaggia di Budelli.

Restituzione di sabbia rosa al Museo Geomineralogico
Restituzione da parte di una signora della sabbia rosa.

Sempre nella seconda sala espositiva, c’è una teca che contiene varie tipologie di crostacei e molluschi. Importante è la Pinna Nobilis, di cui due specie sono esposte: una di grosse dimensioni e poi un’altra di medie grandezza.

E’ un mollusco che può raggiungere fino a un metro di lunghezza, la sua raccolta è vietata e trattandosi di un mollusco filtratore è rischioso mangiarlo poiché assorbe dal mare grandi quantità di inquinanti. Infatti viene utilizzato come indicatore dell’inquinamento marino: per esempio, qui all’arcipelago viene utilizzato per rilevare l’inquinamento nucleare.

La Pinna Nobilis come molti molluschi produce dei filamenti per ancorarsi al mare: questi filamenti costituiscono il Bisso Marino, utilizzato in passato specialmente in Sardegna per la tessitura di indumenti preziosi dai colori cangianti. Trattandosi dunque di una specie in via d’estinzione dunque è proibita la raccolta, l’uccisione e la detenzione della specie.

Antonella

Classe 1986, sarda e Laziale, mi ritrovo in un periodo della mia vita in cui ho voglia di conoscere, di viaggiare e soprattutto di vivere. Qui voglio raccontarti le mie esperienze, i miei incontri e le piccole soddisfazioni che il viaggiare mi regala. Dopo anni trascorsi a viaggiare in coppia, inizio a viaggiare in solitaria (o quasi!) e a vivere sensazioni che voglio mettere nero su bianco e regalare a te tramite le mie foto e i miei video. ù Ti auguro una buona permanenza qui e non avere più paura: inizia a viaggiare!

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